Gentili lettori,

Andrea Rossi mi ha rilasciato recentemente una breve intervista nella quale conferma il suo ottimismo sulla possibilità di portare a termine entro il 2018 un contratto per la vendita del calore prodotto da un insieme di reattori “e-cat”.

Nell’intervista, a cui ha partecipato il dr. Vassallo del DIID (Dip. dell’Innovazione Industriale e Digitale) dell’Università degli Studi di Palermo, viene sottolineata l’importanza dello scetticismo, inteso come sospensione del giudizio o “epochè”, nella ricerca tecnologica e scientifica. Tale scetticismo deve essere applicato non soltanto nella valutazione delle possibili nuove scoperte ma anche nel contesto dei concetti e dei modelli universalmente accettati e apparentemente consolidati. Ricordo a questo proposito come esempio un precedente post nel mio blog nel quale viene discusso brevemente un modello alternativo per le particelle elementari e la possibilità che tale modello possa spiegare alcuni dei fenomeni anomali classificati con l’acronimo generico di LENR.

Nell’intervista Rossi risponde alle innumerevoli critiche e polemiche sulla sua invenzione con una affermazione tanto semplice quanto efficace: “sarà soltanto il mercato a dimostrare che la mia invenzione funziona. Non è possibile vendere qualcosa che non funziona”. Andrea Rossi si dichiara ottimista anche sulla decisa svolta della politica italiana e disponibile per una eventuale collaborazione con il nuovo Governo. Ricordiamo che l’attuale Ministro del MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) nonché Vice Primo Ministro Luigi Di Maio è tra i firmatari (nel 2014) di una interrogazione parlamentare sulle LENR: Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03785.

Ricordiamo anche l’intervento (al min. 23:55) di Davide Crippa del Movimento 5 Stelle che in occasione dell’audizione della commissione attività produttive per il Progetto Divertor Tokamak Test Facility (DTT) – del 1 Feb 2017 nomina esplicitamente Andrea Rossi e l’E-Cat (al min. 28:20). Nell’audizione Crippa cita un interessante documento della DIA (Defense Intelligence Agency) del 2016 che conferma quanto già asserito in un precedente documento del 2009:

DIA assesses that Japan and Italy are leaders in the field, although Russia, China, Israel, and India I are devoting significant resources to this work in the hope of finding a new clean energy source.”

E’ doveroso ricordare a questo punto anche l’interessante risposta ottenuta da Piernicola Pedicini (M5S) alla sua interrogazione al Parlamento Europeo:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2016-009616&language=IT

Risposta di Carlos Moedas a nome della Commissione:

La Commissione è a conoscenza dei risultati positivi che sarebbero stati ottenuti nel campo delle reazioni nucleari a bassa energia (LENR). Come indicato dall’onorevole deputato, questo settore comprende un’ampia gamma di fenomeni apparentemente non correlati che sembrano prefigurare la possibilità di eventi nucleari a livelli di energia relativamente bassi, tuttavia ciò è ancora oggetto di discussione nella comunità scientifica e non vi è accordo unanime sui meccanismi alla base dei risultati sperimentali. Ciononostante, una parte di questi risultati sarebbero stati recentemente replicati, in alcuni casi da ricercatori o laboratori rinomati. In linea di principio tali ricerche potrebbero essere sostenute dalle cosiddette azioni «bottom-up» del programma Orizzonte 2020(1), ad esempio nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca(2) e delle tecnologie future ed emergenti(3), ma la crescente quantità di prove e di investimenti da parte delle imprese e dei governi al di fuori dell’Europa potrebbe in effetti richiedere una revisione e valutazione approfondite dei risultati ottenuti fino ad oggi al fine di decidere se finanziare la ricerca in questo settore.”

La risposta della Commissione sembra essere in sintonia con  un articolo apparso sul giornale finanziario giapponese Nikkei del Gennaio 2018:

(Traduzione inglese tratta dalla mailing-list vortex-l)

Fusione fredda: Viene confutata la conclusione secondo la quale si trattava di errori sperimentali

Dopo 30 anni, una serie di conferme

14 gennaio 2018

Edizione mattutina Nikkei Shimbun

Con il termine “fusione nucleare fredda”, si definisce [generalmente] una produzione [anomala] di energia generata dalla fusione di atomi di idrogeno. Tale fenomeno è stato osservato inizialmente nel 1989. Molti ricercatori hanno iniziato a studiarlo, ma i numerosi tentativi iniziali sono stati seguiti da un periodo di stasi. Da allora sono passati circa 30 anni. L’evidenza sperimentale della generazione di calore in eccesso, ritenuta di probabile origine nucleare, è stata ripetutamente confermata, principalmente grazie a gruppi di ricerca giapponesi che hanno continuato questa ricerca con calma e dedizione, proponendo anche alcune ipotesi sulla natura della reazione.

La presenza di eccesso di calore, probabilmente causata dalla fusione dei nuclei di idrogeno è confermata da un gruppo di ricerca a cui partecipano la Toyota, la Technova (Tokyo, Chiyoda-ku), la Nissan Motor e le università di Tohoku , Kobe, Kyushu e Nagoya. I finanziamenti per la ricerca sono stati ottenuti nell’ambito del progetto NEDO (organizzazione per lo sviluppo della tecnologia industriale) della durata di due anni e terminato nell’ottobre 2017. Per confrontare i risultati sperimentali dei diversi gruppi di lavoro i ricercatori hanno installato attrezzature di laboratorio simili all’università di Kobe e Tohoku University, utilizzando campioni sperimentali con le stesse caratteristiche. Questo doppio esperimento è stato replicato 16 volte variando alcuni parametri come la composizione e la temperatura del campione per individuare le condizioni [ottimali] per la generazione di calore. L’esperimento migliore, ottenuto utilizzando un campione di 120 grammi, ha prodotto da 10 a 20 watt di calore in eccesso, per la durata di circa un mese. Nell’ambito di tali esperimenti sono stati preparati campioni di polvere metallica formati da leghe di palladio e nichel o di rame e nichel, in atmosfera di deuterio (idrogeno il cui nucleo è composto da un protone e un neutrone) o semplice idrogeno. Il sistema idrogeno – leghe metalliche nanostrutturate è stato sviluppato nel 2005 dal professore emerito Yoshiaki Arata dell’Università di Osaka [recentemente scomparso]. Nel 2001, la Mitsubishi Heavy Industries è riuscita a ottenere la “trasmutazione” di alcuni elementi come il cesio e lo stronzio. Tali elementi vengono trasmutati in altri nuclei [Praseodimio e Molibdeno] grazie ad un flusso di deuterio che attraversa un film multistrato di palladio e [ossido di calcio]. Il dr. Yasuhiro Iwamura, trasferitosi recentemente alla Università di Tohoku è il protagonista e l’ideatore principale di questo progetto. La “fusione fredda” annunciata dai ricercatori negli Stati Uniti 30 anni fa era basata sull’elettrolisi dell’acqua pesante con elettrodi di palladio. Sebbene la replica di tale metodo è stata tentata ripetutamente all’estero, altri gruppi di ricerca (come la Technova) si sono concentrati sul metodo alternativo, considerato più promettente, di diffondere idrogeno o deuterio gassoso nei metalli. In seguito a questi esperimenti, si sono potute stabilire le condizioni per la generazione di reazioni esotermiche. Come primo punto, è stata stabilita la necessità di utilizzare leghe metalliche come palladio e nichel, e non metalli puri. Inoltre, è stato stabilito che la percentuale ideale di palladio e rame nelle leghe PdNi e CuNi è di circa 1 a 7 (1 parte di rame e 7 di nichel o una parte di palladio e 7 di nichel). Secondo Il professore emerito dell’Università di Osaka Akito Takahashi, consulente senior del gruppo di ricerca Technova, “Un campione di lega metallica, con una composizione appropriata, presenta strutture interstiziali inferiori al nanometro (un miliardesimo di metro) sulla superficie. Sembrerebbe che la reazione si inneschi quando l’idrogeno entra in questi spazi” Se la percentuale di palladio o rame nella lega è troppo alta, è impossibile creare tali siti, nei quali l’idrogeno reagisce [esotermicamente].

“Probabilmente Il calore generato negli esperimenti di elettrolisi, è dovuto alla formazione accidentale di queste nanostrutture sulla superficie metallica”, ha affermato il Prof. Takahashi. E’ anche stato accertato che la reazione esotermica si verifica anche quando il gas utilizzato è il semplice idrogeno, non il deuterio. Quando la temperatura all’interno del dispositivo, in presenza di gas, è stata aumentata a da 200 a 400 gradi Celsius, si è constatato che la reazione esotermica non è di breve durata, ma piuttosto continua per diverse settimane. Alla Università di Tohoku, è stata ottenuta una temperatura così alta che in alcuni casi si è fusa la ceramica in contatto con il campione metallico. “Non c’è alcun dubbio che si tratti di una reazione sconosciuta che non può essere spiegata da normali reazioni chimiche” sostiene il prof. Iwamura. Di che tipo di reazione si tratta? Il prof. emerito Takahashi propone una fusione a “molti corpi”: In uno spazio estremamente ridotto,  quattro nuclei di deuterio si fondono in un nucleo di berillio, che si scinde di seguito in due nuclei di elio generando calore. In questo processo non vengono emesse radiazioni, a differenza del caso della normale fusione [ad alta energia]. Il gruppo di ricerca [giapponese] prevede sia possibile generare un kilowatt di calore, un valore di due ordini di grandezza superiore alle reazioni ottenute. Tale risultato potrebbe essere raggiunto modificando la struttura del campione, aumentando la quantità di materiale attivo e/o cambiando la temperatura di lavoro e altri parametri. La “fusione fredda”, è stata classificata [in passato] come “pseudoscienza” per la sua scarsa riproducibilità, e suscita ancora diffidenza tra molti ricercatori. Il professore emerito Takahashi afferma: “Vorrei dimostrare risultati tali da convincere chiunque, chiedendo al mondo di valutare nuovamente l’importanza di queste ricerche.”

(Membro editoriale Kazuki Yoshikawa)


Vorrei concludere questo post con un pensiero, per me condivisibile, che Andrea Rossi esprime sul suo blog:

Azzurra

June 10, 2018 at 2:23 AM

Dr Andrea Rossi:
What do you think about the new government of Italy and its effort to sustain new energies ? If asked about suggestions, what would you suggest to them?
Thank you for your great work,
Azzurra

Andrea Rossi

June 10, 2018 at 3:33 AM

Azzurra:
I think that in Italy what happened is a democratic revolution that the old guard wants not and cannot understand. Italians have said clearly that they want not anymore the old system. The most important thing that happened is that the so called “opinion makers” ( mainstream mass media ), dominated by the old guard, are not anymore able to build and destroy what their patrons want: the mind of people is getting free. I think this is positive, because in this kind of environment the word DEMOCRACY begins to make sense.
Suggestions for the new energies? Sustain only technologies that have been able to arrive with their own legs to effective and working products and not spend money for projects that nobody wants to finance with his own money: everybody wants to go to Heaven, but nobody wants to die.
Warm Regards,
A.R.

Vessela Nikolova

 

Man verdirbt einen Jüngling am sichersten, wenn man ihn anleitet, den Gleichdenkenden höher zu achten, als den Andersdenkenden.

Friedrich Nietzsche

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Aggiornamento del 13/6:

Trascrizione dell’intervista (parzialmente corretta e rieditata)

[00:02] [Rossi] Ma prima dell’intervista, Professore: cosa pensa della situazione politica—questo non c’entra niente con l’intervista—ma cosa pensa della situazione politica che si è venuta a creare adesso?

[00:14] [Vassallo] Mah, a me non dispiace a dire la verità…

[00:18] [Rossi] Eh, neanche a me.

[00:20] [Vassallo] Devo dire che un vento di cambiamento sicuramente ci voleva, questo è poco ma sicuro. Adesso vediamo i fatti; i fatti sono importanti. Sia in politica che nella scienza sono i fatti e gli esperimenti che contano più delle parole. Una cosa che spesso viene dimenticata, questa.

[00:48] [Rossi] …bene, siamo qua.

[00:50] [Nikolova] Allora posso iniziare con la prima domanda?

[Rossi] Vai.

[Nikolova] Allora: ora ti sembra imminente come da te dichiarato la commercializzazione del primo impianto industriale da 1 MW dell’E-Cat. Puoi dirci quali sono stati i maggiori ostacoli che hai incontrato per arrivare a questo traguardo?

[01:14] [Rossi] Beh, mah. Direi che non… cioè: gli ostacoli sono quelli che si incontrano quando si lavora. Noi non lavoriamo su una tecnologia conosciuta. Noi non percorriamo una strada già battuta, ma come si diceva una volta ci stiamo aprendo la stata nella giungla col machete, quindi non si sa mai cosa c’è dopo ogni machetata; non si sa mai cosa c’è dietro. E quindi ovviamente gli ostacoli sono quelli di un lavoro fatto in una strada completamente nuova. Adesso c’è stato—abbiamo fatto un grossissimo inatteso passo in avanti con l’SK, con un test apposta che… dove io mi aspettavo qualcosa di ancora molto più acerbo, disordinato, etc. etc., e invece è venuto fuori eccezionalmente un risultato molto notevole che ci ha fatto fare quel salto che non era atteso e che certamente, certamente ha fatto sì che le previsioni si siano ridotte. Pertanto io non ho ancora detto questo, e sinceramente confermo che io la certezza matematica che entro la fine di quest’anno riesco a iniziare le forniture ai clienti, io questa certezza matematica ancora non ce l’ho, perché ci sono ancora dei punti da vedere. Però sono molto ottimista, ecco. Sono molto ottimista che quest’anno cominceremo a vendere il calore, almeno dal primo impianto installato.

[03:19] [Nikolova] Grazie, mi sembra un’ottima notizia. Giorgio?

[Vassallo] Sì: adesso, vorrei un po’ parlare di alcune considerazioni di carattere generale che spesso sono ignorate, sottovalutate quando si parla di…

Versione ri-editata e parzialmente corretta della trascrizione:

[Rossi] Professore, mi scusi se La interrompo: La sento malissimo. La pregherei, se è possibile di stare più vicino al microfono e di alzare un pochino la voce, perché sento un filo di voce; faccio un po’ fatica a sentirLa.

[Vassallo] Dicevo questo: pensavo che potrebbe essere interessante sottolineare alcune considerazioni che sono spesso—diciamo—ignorate, per quanto riguarda la valutazione della ricerca scientifica. Cioè: quando ci si trova di fronte ad invenzioni rivoluzionarie bisognerebbe un attimo fermarsi e considerare quali sono i punti chiave, i punti importanti che sono stati dimenticati. Penso per esempio al modello dell’elettrone, no? Il termine “elettrone” ed altri concetti elementari sono considerati oramai come entità/concetti consolidati. Anche le equazioni Maxwell ad esempio non hanno più niente da dirci? [Questo problema] riguarda soprattutto i termini familiari, [come] il concetto di massa per esempio. Noi siamo sicuri da sapere cosa è la massa, cosa è la carica elettrica ? Abbiamo dei modelli che spiegano assolutamente tutto di questi concetti, di queste entità elementari oppure c’è qualcosa di nuovo da [scoprire] ?

[05:25] Per esempio: se io guardo il modello dell’elettrone come comunemente accettato dalla materia quantistica, vedo che ci sono delle incongruenze notevoli. Per esempio: come fa una particella puntiforme ad avere un momento angolare, come fa ad avere una massa ? [Quindi] se io faccio delle considerazioni molto semplici arrivo subito a dei punti critici. Allora è possibile che siano delle cose molto importanti che sono state sottovalutate in campi molto elementari direi, proprio primitivi. Per esempio la massa: cosa è esattamente la massa? No? Alcuni esempi (di modelli) portano a pensare che la massa sia semplicemente una frequenza, la frequenza di una carica [oscillante]. Questo porta poi come conseguenza ad una visione delle cose molto diversa da quelle comunemente accettate. Perché se io faccio un modello, devo stare attento che quel modello non diventi una verità assoluta. Questo è il punto.

[06:40] [Rossi] Sono assolutamente d’accordo.

[Vassallo] [Mi sembra] importante rimettere in discussione l’essenza di tanti concetti/problemi considerati oramai triti e ritriti. [Problemi] che erano magari di moda nei primi del ‘900 e che sono stati abbandonati. Diciamo che questa invenzione così rivoluzionaria, potrebbe essere un’occasione per rivederli. Nei primi del ‘900 era naturale domandarsi se l’elettrone avesse una struttura, o se ci potesse essere un legame fra le leggi di Newton ad esempio e le equazioni di Maxwell. [Riformulare] queste domande molto semplici ma molto fondamentali secondo me potrebbe essere importante e potrebbe dare una risposta a cose apparentemente inspiegabili. Se si trova un modello, e lo si fa diventare una verità… se poi capitano delle osservazioni sperimentali che non sono d’accordo con il modello si rifiuta l’evidenza sperimentale, quzndo è Il modello che andrebbe rivisto, cercando quindi di dare delle risposte -diciamo- più vicine a quella che potrebbe essere la realtà. …

[08:17] [Rossi] No, no: Lei è stato chiarissimo. Lei è stato chiarissimo e io sono perfettamente d’accordo. Quello che ha detto Lei adesso, in campo filosofico viene definito epoché.

[08:33] [Vassallo] Epoché, esattamente, sì.

[Rossi] Fra l’altro io ho fatto una tesi sull’Epoché, in relazione alla teoria della Relatività. E…

[Nikolova] Si usa anche nel mio ambito, scusa se ti interrompo.

[Rossi] Si usa anche in psicologia?

[Nikolova] Assolutamente sì, assolutamente sì, perché significa sospensione del giudizio ed in psicologia, psicoterapia è fondamentale.

[Rossi] Ecco, questo non lo sapevo. E comunque, è esatto. Ossia, il grande problema che sia era posto anche con la Relatività, ma il grande problema che si era posto con le grandi innovazioni del ‘900 era il problema del contrasto con i modelli presi stretti. E questo però, questo problema si sta rinnovando. Si sta rinnovando e quindi, questo genera un bias nei confronti… e qui abbiamo per esempio una definizione di massa che coincide un po’ con quello che stiamo dicendo. Perché se noi la massa delle conoscenze acquisite la consideriamo come la resistenza a qualsiasi mutamento, ecco una definizione di massa che tutto sommato ci aiuterebbe.

[10:15] [Rossi] E quindi io sono completamente d’accordo. Effettivamente, per esempio nella definizione teorica di quello che stiamo scoprendo con il lavoro che stiamo facendo, il grosso problema che ho io è che c’è, ci sono particelle elementari che sono quelle del modello Standard. Ma il problema che io mi sto ponendo è questo: noi arriviamo a temperature nell’ordine dei 2 eV, quindi arriviamo a temperature nell’ordine dei 25000 °C, attualmente nel QX. Ora, a queste temperature, in base a una legge della fisica io dovrei produrre delle particelle che sono caratterizzate da questa temperatura qua, cioè particelle virtuali. Allo stato attuale particelle virtuali, perché non sono definite. Queste particelle virtuali però possono benissimo essere capaci di essere generate in forma di materia e antimateria virtuale, che però per quanto virtuale durante quei 10-23 secondi di esistenza producono un annichilimento che corrisponderebbe esattamente all’energia che noi tiriamo fuori. Però ecco: è molto difficile poter dire questo. E quindi io concordo perfettamente con quello che Lei ha detto prima.

[11:58] [Vassallo] Sì. Io pensavo più che altro al discorso appunto dell’elettrone, cercando di rispondere a quelle che sono le domande più elementari: per esempio da dove viene la massa dell’elettrone ? la carica cos’è ? lo spin [cosa è esattamente] ? Spesso si dice che[lo spin] è un numero quantico, non dicendo nulla su cosa è effettivamente, [non definisco] la struttura fisica che ci sta dietro.

[12:35] [Rossi] Assolutamente.

[Vassallo] Se lo spin per esempio è una componente del momento angolare dell’elettrone—e il momento angolare non è il momento angolare di un puntino— potremmo scoprire che lo spin in certi casi particolari potrebbe diventare da 1/2, 1, cioè potrebbe avere un valore di un singolo quanto di Planck.

[13:01] [Rossi] Perché poi è quello che succede nei superconduttori.

[Vassallo] Nei superconduttori ci sono le coppie di Cooper [con spin totale nullo per ogni coppia]… Vorrei proporre la possibilità che un singolo elettrone possa avere [in alcune condizioni particolari] spin=1 se effettivamente lo spin [quando ha valore 1/2] è soltanto la componente del momento angolare lungo un campo magnetico esterno. Quindi in configurazioni particolari di campi elettrici e magnetici si potrebbe creare un plasma superconduttore e in cui la superconduzione non è data dalle coppie di Cooper ma è data dall’allineamento del momento angolare dell’elettrone. E ci sono delle ragioni per credere che il momento angolare dell’elettrone isolato sia uguale ad h-bar, non a h-bar/2, e che con h-bar/2 sia soltanto una componente. Questo significa aprire la possibilità di esistenza di plasmi superconduttori con degli elettroni che si comportano come dei bosoni [con spin 1]. Dico: è una possibilità, è soltanto brainstorming, non è che voglio dire che questo sia quello che effettivamente succeda, sia quello che si possa fare, attenzione. Credo che riesaminare alcuni concetti basilari possa portare [alla scoperta] di tecnologie [decisamente] innovative. Nella interpretazione della visione comunemente accettata dell’elettrone, ci sono diverse contraddizioni: questa particella [pur essendo] puntiforme, ha però un momento angolare, una cosa che insomma, anche dal punto di vista del buonsenso non sembra una cosa molto logica, no? Inoltre, per esempio l’aumento relativistico della massa può essere spiegato in maniera semplice se si parte da un modello diciamo toroidale/elicoidale dell’elettrone. Modello che potrebbe anche spiegare tutta una serie di parametri che attualmente sono messi lì come dati di fatto e non sono spiegati. La fisica moderna non intepreta dal punto di vista geometrico concetti fondamentali, anche perché il formalismo matematico utilizzato forse non è propriamente quello più adatto. Il formalismo delle matrici spesso nasconde quello che potrebbe essere una struttura non complicatissima delle particelle elementari. Quindi una rivalutazione del vecchio spirito dei ricercatori di fine ‘800, o dei primi del ‘900 potrebbe aiutare a ripercorrere [con profitto] strade apparentemente note. Questo è alla fine il discorso che mi interessava fare, con particolare riguardo alla particella apparentemente più conosciuta di tutti: l’elettrone, che potrebbe avere un ruolo chiave anche forse in questi esperimenti che producono una grande quantità di calore anomalo, ed altri fenomeni non spiegati. Ci vuole un punto di vista che permetta di dire che magari tornare indietro di 100 anni potrebbe in questo caso essere utile: riprendere lo spirito di Maxwell, di Dirac, dei ricercatori del ‘900 e di fine dell’800 potrebbe essere utile, non pensando che le scoperte scientifiche debbano essere fatte per forza da grossi laboratori con acceleratori costosissimi, con apparecchiature costosissime. Secondo me l’E-Cat è un esempio di questo: cioè, una macchina che sicuramente è meno costosa di queste gigantesche apparecchiatura che però apre la porta a delle possibilità veramente nuove.

[17:25] [Rossi] Sono perfettamente d’accordo.

[17:34] [Nikolova] Bene, ora siccome noi abbiamo deciso di ritagliarci uno spazio all’incirca di circa mezz’ora–quaranta minuti, magari io continuo con le domande—queste sono domande molto interessanti, molto tecniche—magari io continuo con qualche domanda più semplice, così ci alterniamo con Giorgio. Va bene Giorgio?

[Vassallo] Sì, sì. Va bene, va bene.

[Nikolova] Ok, allora Andrea: volevo chiederti se la comprensione e condivisione teorica dell’effetto che sta alla base del funzionamento dell’E-Cat può accelerare il riconoscimento da parte dei media e della comunità scientifica della tua invenzione?

[18:15] [Rossi] Mah io credo che il problema del riconoscimento sia un falso problema, perché i casi sono due: o ‘sta macchina funziona, o ‘sta macchina non funziona. Se ‘sta macchina funziona e ha un mercato, il risconoscimento non è nient’altro che la soddisfazione del cliente che compra una macchina che funziona. Il mancato riconoscimento è il cliente che me la tira dietro e vuole indietro i soldi. Quello che poi dica o non dica la comunità scientifica in relazione a questi fatti è del tutto irrilevante.

[Nikolova] Ok, te Giorgio invece cosa ne pensi a proposito?

[19:06] [Vassallo] Una invenzione così importante non può essere soltanto vista dal punto di vista economico e tecnico. Volenti o nolenti ha delle ricadute anche al campo scientifico, tecnologico e filosofico, c’è poco da fare. Secondo me limitare gli effetti soltanto al campo economico, pensare che non abbia ricadute poi nell’ambito scientifico è un po’ limitativo, ecco. Credo che probabilmente ci saranno degli effetti collaterali molto importanti, difficilmente valutabili. Perché è chiaro che va contro tutte le visioni politicamente corrette, tutta una serie di visioni del progresso scientifico che appunto di credevano consolidate che in realtà vanno messe in discussione. Cioè, non c’è bisogno di chissà quali mega strutture, mega laboratori per fare delle ricerche, delle scoperte fondamentali e importanti. Bisogna soltanto riprendere lo spirito del vecchio ricercatore dei primi del ‘900.

[20:34] [Rossi] Io sono d’accordo su questo. Sono d’accordo su questo, però la fase che stiamo vivendo, questa fase che stiamo vivendo, è una fase in cui il riconoscimento prima di tutto deve venire dal mercato, perché sarà soltanto questo fatto a dare la linfa a tutta una serie di approfondimenti scientifici che allo stato attuale delle cose, anche in virtù di quello abbiamo detto poco fa, di quello che Lei ha detto poco fa, sono ostacolate da un bias, da un pregiudizio che è molto difficile da rimuovere, mentre diventerà facile da rimuovere di fronte all’evidenza di macchine che funzionano.

[Vassallo] Certo, questo è chiaro. Questo è evidente, è evidente che… però, diciamo bisogna dire che cosa succederà è difficile da prevedere, attenzione. Perché, inevitabilmente questa invenzione così importante ha delle ricadute sistemiche, e ricadute sistemiche vuol dire anche…

[Rossi perde il collegamento Skype]

[22:40] [Rossi] Quello che Lei ha detto prima trova un riscontro perfetto nel fatto che ormai la cosiddetta Grande Fisica produce macchine che si sa già a priori che otterranno risultati che non avranno nessuna rilevanza per quanto attiene alla loro ricaduta sulla vita reale. Voglio dire: prendiamo ad esempio l’acceleratore che ha trovato il bosone di Higgs. Quell’acceleratore, per trovare il picco nel campo del bosone di Higgs, per trovare il picco del bosone, se non sbaglio ha dovuto raggiungere 125 GeV. Cioè, una cifra pazzesca. Per fare questo sono stati necessari, se non mi sbaglio, 20 miliardi di Euro. Allora, siamo ad una ricerca che trova risultati inapplicabili a costi irripetibili e pertanto siamo in una situazione nella quale si è abbandonata quella ricerca— non voglio dire a “misura d’uomo”, perché è una banalità—ma quella ricerca tale per cui è vero che magari ciò che si inventa, ciò che si trova come è avvenuto per il laser, come è avvenuto nel campo elettromagnetico, come è avvenuto quindi con l’elettricità. Cose che quando sono state inventate sembrava che fossero semplicemente giochi di prestigio e poi dopo però sono servite per cambiare il mondo. Ma questo perché era una ricerca fatta a costi tali per cui l’industrializzazione sarebbe stata in grado di sostenere questi costi ed arrivare ad un qualcosa che fosse utile. Perché è vero quello che Lei ha detto prima che non si può ridurre l’importanza di un’invenzione alla sua markettabilità, però è anche vero che un’invenzione deve essere utile per qualche cosa. È evidente che se si spendono 20 miliardi di euro per trovare per trovare una particella che sviluppa energie che sono assolutamente improponibili ed irriproducibili per qualsiasi tipo di applicazione, è evidente che si è intrapresa una strada che porta più ad una ricerca narcisistica che una ricerca che possa servire a fare ciò per cui… in ultima analisi una ricerca deve servire ad ottenere il miglioramento della qualità della vita del genere umano.

[26:15] [Vassallo] Tesla diceva che le invenzioni devono servive per risolvere i problemi. Penso che debba servire anche per conoscere, per aumentare la nostra conoscenza del mondo.

[26:40] [Rossi] Certo, certo, certo…

[Vassallo] L’ideale è centrare entrambi gli obiettivi, […] sicuramente quindi questa invenzione avrà delle ricadute, per forza di cose, anche di carattere politico, economico, tecnologico. Già adesso comunque sono messe in discussione, le logiche con cui si portano avanti i finanziamenti della ricerca e porre sul mercato un’invenzione così rivoluzionaria darebbe l’ultima spinta per un vero cambiamento. Mi pare che addirittura anche uno degli ingegneri del progetto ITER abbia parlato favorevolmente in un’intervista proprio delle ricerche sulla fusione fredda. Quindi già anche in ambienti cosiddetti, diciamo, tradizionali, c’è un vento di cambiamento quindi… inevitabilmente ci saranno delle conseguenze, anche inaspettate; questo è il punto.

[28:12] [Nikolova] E a proposito di questo, mi allaccio: Andrea, anche se prudentemente sottolinei che tutte le fonti energetiche si dovranno in futuro integrare, è innegabile che la tua invenzione può arrecare disturbo a certi gruppi di potere. Quindi la domanda è questa: qualcuno ti ha mai offerto denaro perché tu rinunciassi al tuo progetto?

[Rossi] No. No, questo non è mai successo.

[Nikolova] Bene. Bene. Invece hai mai ricevuto minacce o temuto per la tua incolumità fisica?

[28:58] [Rossi] …ma questa è una domanda molto complessa che richiederebbe una risposta molto complessa. Preferisco passarci sopra… preferisco passarci sopra. Comunque, certo quando si apre una strada col machete, qualche serpente in giro c’è.

[Nikolova] Bene, grazie. Giorgio?

[Vassallo] C’è una connessione tra l’altro fra l’invenzione e una serie di altre discipline, per esempio l’ecologia. Gli aspetti ecologici di questa invenzione potrebbero essere veramente rivoluzionari. Uno dei problemi più tragici del nostro tempo è proprio l’inquinamento; l’inquinamento in genere: non soltanto derivante dalla combustione, dai combustibili fossili, ma anche dalle plastiche, dai rifiuti,

Penso che un’invenzione così rivoluzionaria potrebbe portare un contributo decisivo, importante nell’ambito ecologico, nella ricostruzione dell’ecosistema. Si potrebbe pensare di invertire questo processo di distruzione dell’ambiente che oramai da parecchi anni sta diventato sempre più grave. Cioè, quindi, tornare indietro e provare a cambiare la direzione, quindi andare verso una ricostruzione degli ecosistemi avendo a disposizione energia a basso costo. Magari questo non nell’immediato futuro, ma è una prospettiva che diventa possibile. Non so se siete d’accordo, cioè, insomma…

[Rossi] Sì, sì, io sono d’accordo.

[Nikolova] Sì.

[31:00] [Vassallo] Quindi questo è un altro punto chiave importante. Oltre che il lato economico, si parla tanto anche del debito pubblico, dell’economia, del lavoro. Inevitabilmente un’energia a basso costo diventa un volano per la ripresa economica di qualunque Paese, soprattutto se ci sono delle risorse che non possono essere sfruttate perché il costo dell’energia è molto alto. Quindi, abbassare il costo dell’energia significa innescare un effetto domino in vari campi, fra cui quelli più importanti e più interessanti per la vita anche nostra di tutti i giorni. Quindi, questo è un punto chiave secondo me da non sottovalutare. Una macchina che inizialmente produce soltanto calore può diventare un punto di partenza, di innesco [della ripresa] di un’economia, con conseguenze molto ampie e molto importanti. E questo è una cosa da non sottovalutare.

[32:26] [Rossi] No, no: io sono d’accordo su quello che Lei ha detto.

[Vassallo] Cioè, tutto connesso, quindi… in particolare l’energia è alla base dell’economia. Inutile stare a discutere sull’importanza dell’energia, quindi… anche dal punto di vista economico, filosofico, ecologico e scientifico le conseguenze saranno notevoli, c’è poco da fare. Tutte le cose poi possono essere usate sempre sia nel bene che nel male, dipende da noi, no? Le scoperte scientifiche sono neutre, sono uno strumento che porta poi gli Uomini ad utilizzare per il bene o per il male. L’energia atomica è il classico esempio di un coltello a doppio taglio, … l’importante comunque è che si vada avanti e che si tenti di aprire queste nuove strade.

[33:25] [Rossi] Comunque anche il taglio apparentemente negativo del coltello…

[Problemi di connessione per Rossi]

[Rossi] Stavo dicendo anche che il taglio apparentemente negativo può essere rivelato estremamente positivo perché visto come si sta sviluppando il mondo in questi giorni, io sono convinto che se non ci fosse il rischio di una guerra nucleare, la terza guerra mondiale sarebbe già scoppiata.

[34:10] [Vassallo] È possibile. Comunque, speriamo bene insomma che ci sia un cambiamento anche in questo senso da parte dalla politica, … Molti conflitti nascono proprio per l’energia, per il petrolio…per potersi garantire delle fonti energetiche. Quindi l’avere a disposizione una fonte di energia a più basso costo è un’occasione in meno per conflitti, guerre, disinformazione e per tutta una serie di problematiche che conosciamo bene.

[35:00] [Nikolova] Ecco, a proposito di politica, appunto, il ministro dello sviluppo economico, nonché vice-primo ministro fra i cui compiti c’è anche l’individuazione delle linee guida nazionali in campo energetico, è Luigi Di Maio. Il quale conosce le LENR, firmato nel 2014 un’interrogazione parlamentare su questo argomento. So per certo che lui o chi gli è molto vicino è al corrente della tua storia e dell’E-Cat. Nel caso ci fosse un interesse da parte del ministero, saresti disponibile ad un incontro?

[Rossi] Sì, certo.

[Vassallo] Beh, questo è importante.

[Nikolova] Questo è importante.

[Rossi] Va beh, fra l’altro, fra l’altro io devo anche dire che ho grosse speranze su questo governo; io ho grosse speranze perché sono ragazzi giovani e mi sembrano molto determinati, mi sembrano molto onesti e… speriamo, speriamo. Io ho votato per loro, al consolato di Miami, dove io voto. E speriamo.

[Nikolova] Speriamo, quindi. Al di là dell’orientamento…

[Rossi] Sono riusciti a superare lo scoglio difficilissimo, difficilissimo di riuscire a fare un governo, questo era uno scoglio estremaemente difficile. Ci sono riusciti, sono stati molto bravi. Beh, che Dio li aiuti.

[Nikolova] Eh, sì. È solo un inizio, ma speriamo bene. Con te, sai Andrea che noi abbiamo già in passato attivato dei contatti con loro, sia io che Giorgio e quindi insomma speriamo che in effetti sarà possibile arrivare a qualcosa di più concreto. Non so Giorgio te che cosa ne pensi.

[37:25] [Vassallo] Eh, perfetto.

[Nikolova] Perché loro diverse volte si sono interessati, se te Andrea ti ricordi. Sia Manlio Di Stefano che tra l’altro è stato anche un, è stato uno studente di Giorgio e insomma…

[Rossi] Ah!

[Nikolova] Però l’interesse c’è da parte loro e noi siamo in contatto.

[Rossi] Bene

[Nikolova] E quindi l’ultima domanda: ti manca l’Italia? Pensi che un giorno ci farai ritorno?

[38:02] [Rossi] Guarda: io a questa domanda non posso rispondere. È una cosa estremamente complessa, è una cosa estremamente complessa… è una cosa estremamente complessa. L’Italia è uno dei Paesi più belli del mondo. Adesso, mi sembra appunto che abbia energie fresche nuove, molto importanti, beh insomma: come si dice dalle mie parti: andemo a lavurà!

[Nikolova] Mi spiace che le domande più difficili le faccio io e quindi ti prego Giorgio: a te la parola! Per sdrammatizzare!

[Rossi] Un discorso con Giorgio per me è molto facile: parliamo la stessa lingua. E poi Giorgio è un fisico appartenente ovviamente, essendo un professore di Fisica, di una importantissima Università di Stato, appartiene al mondo della Scienza ufficiale; il che fra l’altro dimostra che non è assolutamente vero quello che dice qualche imbecille in giro che la Scienza ufficile ritiene che le LENR non siano prendibili in considerazione. Non è assolutamente vero, perché noi abbiamo avuto personaggi immensi come Sergio Focardi…

[Vassallo] Ho conosciuto Focardi, sì.

[Rossi] …come Sven Kullander, e…

[Vassallo] Sì, ma ci sono anche tutti i ricercatori Giapponesi che ad esempio sono finanziati dallo Stato.

[Rossi] Ci sono tutti ricercatori Giapponesi esattamente, fra cui Ikegami, pochi conoscono il lavoro di Ikegami nel campo delle LENR che è stato notevole, e solo è uno che parla molto poco. Comunque io l’ho conosciuto e ci ho lavorato insieme. E, comunque, dicevo: il professor Vassallo è un professore che oltre ad appartenere al mondo della Scienza ufficiale non ha una mente limitata dal filtro del bias, ma ha l’intelligenza di applicare Epoché, e quindi…

[40:39] [Vassallo] Dicevo poi il significato dello scetticismo: lo scetticismo è proprio quello di essere cosciente della propria ignoranza, cioè: l’ostacolo principale alla conoscenza non è l’ignoranza, ma il credere di conoscere, questo è il punto.

[Rossi] Certo.

[Vassallo] Il fatto è che a questo si antepongono dei preconcetti alla conoscenza, cioè: essere coscienti della propria ignoranza è il primo passo verso una vera conoscenza, questo è il punto chiave. Quindi: non mettere mai dei paletti fissi, anche per concetti che si pensano siano ben stabili e consolidati, ma essere sempre pronti a mettere in discussione quello che si è acquisito. Per compensare questo punto di vista, [può essre necessario] aggiungere anche dei criteri di valutazione che siano il più possibile oggettivi. E tra questi criteri oggettivi considero il rasoio di Ockam. Il rasoio di Ockam, ovvero il criterio di massima semplicità. Come faccio a valutare oggettiva la ricerca senza fare riferimento al principio di autorità ? Ovviamente sono dell’idea che sia importante rispondere a questa domanda. Tra le ipotesi che formulo, tra le teorie che propongo devo scegliere quelle che spiegano i dati e al contempo sono le più semplici possibili. Questo è proprio un criterio epistemiologico che ci libera [almeno parzialmente] dalla necessità di [una valutazione soggettiva]. Il giudizio lo ottengo dal raggiungimento del doppio obiettivo di spiegare i dati—o di rispondere ad altre esigenze richieste—e dalla minimizzazione del “costo” del modello. Se riesco con modelli semplici, a spiegare quello che serve, ho ottenuto il risultato cercato. Quindi questi due punti sono importanti: lo scetticismo, ovvero l’essere in grado di mettere in discussione le conoscenze [apparentemente] acquisite, e il rasoio di Ockam come criterio di valutazione dei risultati della ricerca. Cosa ne pensate?

[43:45] [Rossi] Sono completamente d’accordo.

[Nikolova] Sì, condivido anche io.

[Vassallo] Anche perché poi, applicando il rasoio di Ockam, anche in campi molto noti, qualcosa di nuovo sembrerebbe esserci. abbiamo pubblicato un post nel blog della Vessy, sull’elettrone. È una possibilità, un tentativo che abbiamo fatto in questa direzione.

[Rossi] Molto interessante.

[Nikolova] Bene, non lo so. Per me può andare bene così, non lo so te Giorgio se sei d’accordo… Andrea?

[44:45] [Rossi] Io direi che è stata una discussione molto interessante e speriamo lo sia anche per chi la ascolterà. A me è interessata moltissimo. Fra l’altro io proporrò al prof. Vassallo di fare insieme degli esperimenti, e questo verrà… adesso… fino adesso sono sotto una pressione estrema, perché voglio riuscire a tutti i costi a consegnare il primo impianto entro l’anno. Ma ci sarà da lavorare insieme.

[Vassallo] Diciamo, un altro punto chiave—che sarebbe importante sottolineare—è il valore dell’interdisciplinarietà. Spesso la ricerca più fertile è quella interdisciplinare, …

[Rossi] Professore, io Le debbo dire questo: che i sistemi di controllo attuale che sono molto complessi, che stiamo applicando adesso, che serviranno per il controllo il remoto, che li sta facendo un professore di informatica.

[Vassallo] Di informatica, sì. Infatti. Le conoscenze interdisciplinari sono un punto chiave per il progresso scientifico. Putroppo questo è un campo anche dove siamo un po’ indietro, perché la suddivisione della ricerca in settori scientifici disciplinari a suddivisione rigida fa sì che ci siano tante persone specializzate in un solo campo e questo può essere un ostacolo alla ricerca, un ostacolo al progresso. La troppa specializzazione è una forma di ignoranza …

[Rossi] Sono d’accordo.

[Nikolova] Sì.

[Vassallo] Va bene. Io vi ringrazio tanto per la vostra disponibilità … alla prossima allora.

[Rossi] Grazie. Grazie infinite a voi, grazie a te, Vessela, grazie a te, Vessy. Grazie, è stato un onore parlare con voi, e buona serata.

[Vassallo] Altrettanto.

[Nikolova] Grazie, Grazie a voi, grazie Giorgio, grazie Andrea, ciao, ciao.